30%
delle imprese supera il passaggio dalla prima alla seconda generazione.
12%
arriva alla terza generazione.
4%
supera la soglia della quarta generazione.

Le Imprese di Famiglia rischiano però di non riuscire a dare il meglio di sé quando si perde l’armonia tra impresa e famiglia. Quando la comunicazione non è efficace, quando si proiettano aspettative irrealistiche su di sé e sugli altri, quando non si sanno cambiare gli equilibri in funzione del tempo che passa ma si rimane ancorati ad una staticità che blocca le decisioni, allora si possono aprire grandi sfide per chi governa una impresa di famiglia o ci deve semplicemente lavorare.

 

Genitori che non lasciano, perché lasciare vuol dire affrontare nuove stagioni della vita che non si sa come affrontare o se ne ha paura.

Figli che entrano in azienda per un senso del dovere e contro la propria vocazione o per la comodità e la sicurezza del privilegio.

Fratelli in conflitto  tra loro non per visioni di business ma per dinamiche che risalgono ai tempi dell’infanzia.

Famiglie allargate in crisi, con cugini o cognate che vogliono difendere gli interessi della loro parte di famiglia rispetto alla famiglia intera e/o all’impresa.

Manager esterni, che fanno fatica a farsi accettare dal sistema familiare e portare contemporaneamente professionalizzazione all’impresa.

Modelli di Business Obsoleti, e decisioni strategiche che non vengono prese per la paura di affrontare confronti che possono sfociare in conflitti con persone care.